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Gennaio è il mese della prevenzione del tumore del collo dell'utero.


Il papilloma virus umani (HPV, dall’ingerle Human Papilloma Virus) sono virus a DNA che si trasmettono prevalentemente per via sessuale e che si replicano nelle cellule dell’epidermide. Ne esistono oltre 120 varianti, che si differenziano a seconda del tessuto che colpiscono e per gravità degli effetti.

Circa 40 tipi interessano la cervice uterina, la vagina, la vulva, l’ano, il pene e l’orofaringe, e alcuni fra questi sono definiti HPV ad alto rischio.

Il tumore della cervice uterina può essere diagnosticato in fase molto iniziale o addirittura precancerosa se viene effettuato regolarmente lo screening con il Pap-test o con l’HPV-test. In base ai risultati dei test, il medico sarà quindi in grado di stabilire quanto aggressiva rischia di essere una eventuale alterazione pre-cancerosa e decidere con più efficacia la strategia di intervento.


Se dovessero essere riscontrate anomalie, il medico potrà prescrivere ulteriori esami, come per esempio la colposcopia, un esame che dura pochi minuti, è indolore e viene eseguito dal ginecologo in ambulatorio. Nel corso della colposcopia è anche possibile asportare le lesioni più piccole per eliminare il rischio che vadano incontro a una trasformazione in senso tumorale.


Contrastare questa patologia è possibile: sia tramite i test per lo screening – come Pap-test e il test per Papilloma virus (HPV-DNA test) – sia attraverso il vaccino contro il Papillomavirus. La prevenzione è fondamentale, a tutte le età.

L’obiettivo è individuare una eventuale presenza di neoplasie in una fase precoce quando non danno nessun disturbo. In questo modo aumentano le possibilità di cure efficaci, meno aggressive per la donna e con una maggiore possibilità di guarigione. Come test di screening si utilizzano sia il Pap-test sia il test HPV, che sono in grado di individuare il tumore anche nella fase asintomatica.

Se ho fatto il vaccino contro l'HPV devo aderire allo screening

È raccomandato a tutte le donne che si siano sottoposte a vaccinazione anti HPV di aderire ugualmente allo screening. Sono stati identificati circa 200 ceppi differenti di HPV, e i vaccini attualmente presenti in commercio offrono la protezione solo contro 9 ceppi, che sono quelli considerati ad alto rischio perché più frequentemente associati all’insorgenza del tumore. Non è escluso però che un ceppo classificato come a basso rischio possa instaurare una infezione persistente e così portare allo sviluppo di lesioni precancerose o di un cancro invasivo. Quindi vaccinarsi diminuisce il rischio di ammalarsi ma non lo annulla del tutto.